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martedì 21 maggio 2019
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Liz Taylor la regina di Hollywood…

Liz Taylor la regina di Hollywood…

Elizabeth Rosemond Taylor alias Liz Taylor

nata a Hampstead Garden Suburn, 27 febbraio 1932 – morta aWest Hollywood, 23 marzo 2011

Addio Liz Taylor, regina di Hollywood..

L’attrice è morta a 79 anni dopo una vita di premi ed eccessi.

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E’ morta Liz Taylor, l’ultima grande diva di Hollywood. Figlia di due americani residenti in Gran Bretagna, era nata ad Hampstead, vicino Londra, il 27 febbraio 1932 e aveva compiuto da poco 79 anni. Il cinema in un certo senso lo aveva nel Dna visto che la madre, Sara Viola Warmbrodt, era un ex-attrice famosa col nome d’arte di Sara Sothern, ritiratasi dalle scene quando si sposò nel 1926 a New York.

Allo scoppio della Seconda guerra mondiale i genitori rientrarono negli Stati Uniti e la famiglia si trasferì a Los Angeles. La sua prima esperienza nel mondo dello spettacolo è precoce: nel 1942 è nel film «There’s One Born Every Minute», prodotto dall’Universal. Subito dopo, l’attrice è ingaggiata dalla Metro-Goldwyn-Mayer, dove esordisce con «Torna a casa Lassie!» (1943), che la porta all’attenzione del pubblico.

Primo ruolo da protagonista è quello di Velvet Brown, una bambina che allena un cavallo nel film di Clarence Brown Gran Premio (1944), con Mickey Rooney. La pellicola ottiene un grandissimo successo, con un incasso di oltre 4 milioni di dollari, e le fa guadagnare lo status di «bambina-prodigio». Da lì comincia la sua strepitosa carriera che la porta a vincere due Oscar: il primo, nel 1960, per «Venere in Visone» di Daniel Mann e il secondo, nel 1966, per «Chi ha paura di Virginia Woolf» di Mike Nichols, accanto all’allora marito Richard Burton, conosciuto sul set del kolossal «Cleopatra». Un film – girato quasi esclusivamente a Roma – al quale deve l’incontro con Richard Burton, l’uomo della sua vita con il quale si sposerà per due volte e divorziando altrettante volte. Una storia d’amore che, all’epoca, riempì le pagine di tutti i giornali del mondo e la fece diventare vera e propria «femme fatale». Non a caso, l’attrice – dai folgoranti occhi viola – ha avuto ben otto mariti e numerose flirt.

Interprete di oltre oltre 50 film dei più importanti registi della cinematografia mondiale, Liz (diminutivo che non amava) Taylor ha avuto al suo fianco gli attori e le attrice più famose. Attiva – soprattutto negli ultimi anni – anche in tv e a teatro, Taylor si è battuta con grande energia nel difendere i malati di aids e a favore della prevenzione della malattia. Grande amica di Montgomery Clift come di Michael Jackson è stata la ultima vera diva dello star system di Hollywood.

e08La Taylor si sposò otto volte (due con Richard Burton). L’ultima separazione è del 1996.

Franco Zeffirelli: ”Come se fosse morta mia sorella”

 New York Times, il ”coccodrillo” di Liz Taylor
è del giornalista morto da sei anni

 Qualche lettore si sarà forse meravigliato mercoledì pomeriggio scoprendo con quale rapidità i quotidiani online hanno pubblicato gallerie fotografiche di ricordo, documenti storici e soprattutto gli obituaries, i nostri “coccodrilli”, subito dopo la morte di Liz Taylor. Com’è noto, infatti, nelle redazioni alcuni necrologi sono pronti in anticipo, in modo da essere usati immediatamente al momento della morte del personaggio famoso. Così anche il New York Times che ha reso omaggio all’attrice scomparsa decrivendola, senza lesinare con gli aggettivi, come «vetta brillante di Hollywood». Tuttavia, l’autore del testo, il giornalista Mel Gussow, era morto da 6 anni. Il Times ha reagito con una rettifica, ma è oggetto di commenti pungenti da parte dei blogger.

IL PRECEDENTE – «L’ultima diva del cinema»; «La regina di Hollywood»; «La dea dagli occhi viola e il viso angelico»: così i media hanno reso omaggio a Liz Taylor, morta il 23 marzo. L’attrice è sopravvissuta alle grandi colleghe del suo tempo, da Rita Hayworth a Marilyn Monroe. Ed è sopravvissuta anche all’autore del suo necrologio: Mel Gussow, che ha redatto il testo per il New York Times, è morto infatti nel 2005. Gussow aveva lavorato per 35 anni come critico teatrale per il noto giornale della Grande Mela. Tagliente il commento sull’Huffington Post: «È oramai una consuetudine che i media scrivano i necrologi delle celebrità prima della loro morte, tuttavia, è assai anomalo che chi scrive il necrologio muoia prima della pubblicazione dello stesso». La curiosità ha subito fatto il giro della blogosfera, raccogliendo nei forum e sui blog commenti alquanto maliziosi. Nel frattempo il New York Times ha messo una nota in fondo al necrologio di Liz Taylor. Che ora recita: «Mel Gussow è morto nel 2005. William McDonald, William Grimes e Daniel E. Slotnik hanno attualizzato il testo». Ciò nonostante, non è la prima volta che una celebrità di Hollywood sopravvive all’autore di un necrologio preparato in anticipo per il New York Times: Bob Hope è morto nel 2003, il critico cinematografico Vincent Canby, che ha steso il necrologio dell’artista, lo aveva preceduto.

 

L’aldilà attenda: Liz in ritardo anche ai funerali

Si sono svolti in forma strettamente riservata i funerali della leggendaria attrice Elisabeth Taylor. Le televisioni statunitensi e i fotografi hanno ripreso a lungo il corte di limousine nere mentre entrava nel celebre cimitero di Forest Lawn Memorial Park, a Glendale. La cerimonia è stata molto celere, così dichiara un portavoce della polizia, per motivi di religione della diva; professava il giudaismo.

La cerimonia è iniziata 15 minuti di ritardo. Era un desiderio espresso prima di morire:”Arriverò in ritardo anche al mio funerale”. Dopo il rito, la salma verrà trasportata al cimitero di Los Angeles, dove “riposa” un’altra grandissima star, Michael Jackson; amico della Taylor




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