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martedì 21 maggio 2019
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in ricordo di Giovanni Falcone

in ricordo di Giovanni Falcone

Giovanni Falcone

nato a Palermo, 18 maggio 1939 – morto a Palermo, 23 maggio 1992

” Si muore generalmente perché si è soli o perché

si è entrati in un gioco troppo grande.

Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze,

perché si è privi di sostegno.

In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato

non è riuscito a proteggere.”

Giovanni Falcone

 

L’eredità del giudice Falcone

Marcelle Padovani

“Non avrebbe voluto diventare un eroe, Giovanni Falcone.

Perché era convinto che uno stato tecnicamente attrezzato e politicamente impegnato potesse sconfiggere il crimine organizzato facendo a meno di tanti sacrifici individuali.

Per Falcone, la responsabilità collettiva di un ufficio specializzato, di una istituzione locale, di una Procura nazionale, avrebbe dovuto cancellare le singole personalità e dunque la vulnerabilità dei singoli operatori dell’Antimafia:

” Quando esistono degli organismi collettivi,” diceva” quando la lotta non è concentrata o simboleggiata da una sola persona, allora la mafia ci pensa due volte prima di uccidere.”

Non avrebbe dunque , falcone, voluto diventare un eroe.

“Vale la pena,” gli avevo chiesto durante un’intervista televisiva del gennaio 1988 “vale la pena di rischiare la propria vita per questo stato?”

E lui rispose, un po’ sconcertato: “Che io sappia, c’è soltanto questo stato, o più precisamente questa società di cui lo Stato è l’espressione.”

Non eroe per vocazione, ma servitore dello stato: questo era il giudice Falcone.”

Guarda il video “Le parole di Falcone” da RaiPlay

( stralcio da : Nota introduttiva all’edizione 1995 di COSE DI COSA NOSTRA)




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